I cittadini della Locride stanno vivendo una difficile situazione per via della difficoltà che le amministrazioni comunali incontrano per smaltire i rifiuti che quotidianamente vengono prodotti. Molti comune della Locride scaricano i loro rifiuti nell’impianto di selezione rifiuti di Siderno. Iniziamo a ricordare che l’impianto di Siderno tratta e separa i rifiuti in maniera meccanica ricavandone due frazioni: una parte secca(circa il 55%), che in gergo tecnico viene chiamata CDR (combustibile da rifiuto) che viene portata al Termovalorizzatore di Gioia Tauro e bruciata ricavando dalla combustione energia; una parte umida (circa il 45%), chiamata anche FOS (frazione organica stabilizzata) che corrisponde alla parte putrescibile del rifiuto, ai classici resti alimentari, e questa frazione, non proveniente da raccolta differenziata ma creata meccanicamente dal’impianto, non può essere riutilizzata e va necessariamente conferita in discarica.
L’impianto di Siderno quindi, per essere efficiente e costantemente funzionante, necessita di due componenti imprescindibili: il costante trasporto del CDR e del FOS rispettivamente al termovalorizzatore di Gioia Tauro e discariche autorizzate. Senza queste due necessarie e costanti componenti il ciclo di lavorazione si blocca per il fatto che le due frazioni di rifiuto non possono essere eliminate dall’impianto intralciando le operazioni di conferimento dei compattatori che raccolgono l’immondizia per le strade.
Il problema che riguarda la Calabria ma nello specifico la Locride e più in particolare Siderno (che subisce la beffa di essersi assunto l’onere di ospitare l’impianto senza avere la possibilità di smaltire i propri rifiuti) è legato alla difficoltà di trovare discariche per allocare la FOS. Discariche ormai quasi tutte esaurite in termini di capacità di abbanco e la situazione di criticità della discarica di Pianopoli, per intenderci la discarica dove la FOS di Siderno veniva portata, ha bloccato il sistema. A questa difficoltà si è aggiunta anche la decisione della azienda che gestisce il sistema impiantistico di Siderno di limitare i conferimenti da parte dei comuni portandoli dai normali 180-200 tonnellate al giorno a 130 tonnellate al giorno. Abbassando il quantitativo di conferimento, considerato che i comuni a conferire sono sempre gli stessi e con quantitativi inalterati di rifiuti, si crea inevitabilmente uno scompenso causando il classico fenomeno della “coperta corta”. Sommando i due fattori di criticità (mancanza di discariche per la FOS e limitazione dei conferimenti imposti dall’azienda che gestisce l’impianto di Siderno) si ottiene il risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti. L’auspicio è che la politica si attivi ad affrontare il problema dal punto di vista strutturale sensibilizzando i territori circa la necessità improcrastinabile di costruire gli impianti necessari al corretto funzionamento del ciclo integrato dei rifiuti e contemporaneamente si lavori ad un progetto di ristrutturazione dell’intero ciclo dei rifiuti mettendo al centro la Raccolta Differenziata.
Pubblicato da: parliamodambiente | marzo 26, 2011
Lo smaltimento dei rifiuti e la coperta troppo corta
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