L’assessore all’ambiente Antonio Commisso scrive al Presidente della Giunta provinciale ed all’assessore Neri in merito alla pista ciclabile di Siderno.
Si ricorda che l’importante opera è stata realizzata dalla provincia reggina ma non sempre perfettamente fruibile a cittadini e turisti per una serie di fattori tra cui la mancanza dell’acqua per la gestione degli spazi verdi e la sua manutenzione ordinaria.
L’assessore Commisso, conscio del fatto che un opera come la pista ciclabile andrebbe curata maggiormente ed in particolare dal punto di vista del decoro ambientale, tuttavia non nasconde le difficoltà che il suo assessorato incontra per garantire l’adeguata presenza di aree verdi e una puntuale e corretta manutenzione ordinaria, aspetti che sono stati assolutamente trascurati in fase di progettazione e realizzazione dell’opera.
Al fine di evitare che la pista ciclabile si trasformi in una delle tanti cattedrali nel deserto della Calabria e, allo stesso tempo, non far gravare la gestione solo sul comune di Siderno – ente che oggi si sobbarca il pesante onere della manutenzione ordinaria – l’assessore Commisso ha scritto una lettera al Presidente della provincia Reggio Calabria Avv. Giuseppe Morabito ed all’assessore provinciale all’ambiente Giuseppe Neri al fine di chiedere un intervento volto a garantire una puntuale manutenzione dell’opera al fine di renderla fattivamente fruibile ai tanti cittadini e turisti che quotidianamente la frequentano.
L’assessore infine, sicuro della fattiva collaborazione del Presidente e l’assessore provinciali, ricorda che la pista ciclabile realizzata dalla provincia attraversa i comuni di Siderno e Locri e si inserisce a pieno titolo nell’opera di conurbazione tra le due Città nonché all’interno del progetto Regionale che prevede la realizzazione di un lungo percorso ciclabile che attraversa tutte le coste della Locride, da Monasterace e Palizzi.


Io ho visto il cartello apposto durante la realizzazione della pista ciclabile.
Dici che:
“aspetti che sono stati assolutamente trascurati in fase di progettazione e realizzazione dell’opera.”
Mi ricordo (se non erro) che è costata circa 270.000 Euro e c’erano 4 ingegneri e un geometra (aggiunto con il lampostil) nell’elenco dei progettisti.
Perchè, se non hanno lavorato bene, non si incomincia chiedendo la RESTITUZIONE dei loro onorari ?
Perchè, se mancava l’irrigazione, sono state messe a dimora tutte le piante che si sono perse ?
Chi ha collaudato se, dall’inizio, per utilizzarla, si doveva scendere dalla bici per trascinarsi a piedi nella sabbia ?
Ciao.
Da: Speranzino su Ottobre 31, 2008
alle 7:25 am
è con piacere che ricevo tuoi graditi contributi.
diciamo che nessuno è perfetto e che prima si farebbe ad accettare le mie richieste che individuare responsabilità a destra e a manca richiedendo ipotetiche restituzioni di somme che alla fine ci porterebbero in contenziosi interminabili.
ciò premesso non si discute che tu abbia perfettamente ragione.
purtroppo spesso in italia quando i soldi per un opera non bastano ci sono due strade da seguire: non fare nulla; fare le cose a metà sperando di finire in un secondo tempo…;
a te le conclusioni.
Da: parliamodambiente su Novembre 1, 2008
alle 8:19 pm
Ciao,
hai ragione anche tu ma, purtroppo, le nostre ragioni non rendono “ciclabile” la pista.
Le mie “polemiche” vanno sempre più scemando a causa dei scarsi risultati anche se è SEMPRE un piacere dialogare con te e con poche altre persone civili. Ho rinunciato anche a scrivere alla Riviera, non gradisco essere “censurato” quando ho ragione. Non faccio sempre e comunque “polemiche”, prenditi i miei complimenti per la brillante idea dei “passaggi pedonali” sul lungomare.
Sempre con stima.
Da: Speranzino su Novembre 2, 2008
alle 5:41 am