
educazione ambientale (visita guidata sulla diga sul Torrente Lordo)
In qualità di ex amministratore del comune di Siderno in un settore così delicato quale quello ambientale e per amore della mia città e rispetto verso i miei concittadini intendo fare alcune precisazioni in merito al servizio apparso sulla vostra testata il 4 Luglio a Pag. 12 dal titolo “Siderno, se la pulizia è considerata un <evento>” a firma di Lidia Zitara.
L’articolo, oltre a scendere in inopportune considerazioni sull’integrità morale di amministratori che per questa città hanno dato tanto, ha l’ardire di scomodare la figura del compianto sindaco Cosimo Iannopollo rimembrandone i fasti. Fasti dei quali, molto probabilmente, l’articolista non si è mai nutrita dal punto di vista dell’efficienza amministrativa. Mi sorge il dubbio che: o la Signorina Zitara abbia il potere di viaggiare nel tempo, vista la sua non vetusta età, oppure la stessa si è solamente incaricata di firmare il pezzo lasciando ad altri il compito di scriverlo.
Bisogna ricordare alla gentile cronista che il Commissario prefettizio Rosalba Scialla, al quale va il mio personale apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo, non ha assolutamente ereditato la città di Leonia (dal romanzo di Italo Calvino).
Una città come Siderno, affinché si dimostri la città che tutti conoscono come il faro della Locride, necessità di una continua attenzione dal punto di vista della manutenzione ordinaria di tutto il parco verde e la pulizia di tutte le strade del centro urbano e delle contrade.
La mancanza di una amministrazione dal mese di Marzo spiega come sia difficile gestire una città delle dimensioni territoriali, demografiche e commerciali come Siderno, specie se la stessa viene a mancare in un periodo così importante come quello della vigilia per i preparativi della stagione estiva.
Nonostante questo è giusto ribadire che i servizi ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti non hanno mai subito un rallentamento nei quattro anni in cui ho avuto l’onore di amministrare la mia città, anzi posso affermare che Siderno è considerata dalla Regione Calabria un vero e proprio polo strategico dal punto di vista ambientale.
Inoltre va ricordato alla smemorata articolista che sui temi della sensibilizzazione ambientale Siderno è stata, ed è ancora, il punto di riferimento della Locride.
Una delle attività del mio assessorato che più ha convinto la Regione Calabria ad investire sulla sensibilizzazione ambientale nelle scuole (attraverso il progetto INFEA) è stata l’attività scolastica di educazione ambientale che ha visto il sottoscritto impegnato in tutte le aule delle scuole sidernesi a parlare di raccolta differenziata, ciclo integrato dei rifiuti, depurazione delle acque con risultati eccezionali.
La raccolta differenziata è balzata dal 3% al 20 in due anni, segno che l’educazione e la cultura ambientale pagano e Siderno, insieme ai suoi cittadini ed imprenditori, ne è la dimostrazione più lampante.
Grazie al lavoro del mio assessorato è stato possibile eliminare sette discariche abusive in pieno centro urbano (tutte documentabili con tanto di relazione fotografiche su www.parliamodambiente.wordpress.com).
Infine mi sia consentita una battuta sulla “BP” di Siderno, che non è affatto la multinazionale che ha devastato lo stato della Louisiana, ma un impianto industriale che produceva “aspirine” e che B e P erano solo le iniziali dei nomi dei suoi fondatori. Sulle cause della chiusura oggi se ne occupa la magistratura nella massima trasparenza ed è giusto tranquillizzare i cittadini ed i turisti che dovessero arrivare da queste parti che nessun rapporto sulle condizioni ambientali è stato mai insabbiato da nessun apparato dello stato. Per il problema BP è stato fatto tutto quello che la legge impone per il ripristino dei luoghi e la bonifica dal Commissario per l’emergenza ambientale in Calabria. Concludo dicendo di problemi da affrontare ce ne sono a iosa e penso che la città di Siderno, più che essere stata punita da amministrazioni inefficienti, rischia di non risollevarsi dal qualunquismo e dal poco senso di responsabilità imperante che oggi armano la penna dei cronisti locali.
Dott. Antonio Commisso
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